Friuli 1976-2026: il programma della rinascita e il battito di Ti Lancio che nasce a Resia
TRIESTE / RESIA, 10 febbraio 2026 – “Il Friuli ringrazia e non dimentica”. Con questo spirito la Regione Friuli Venezia Giulia ha ufficializzato il ricco calendario di eventi per il 50° anniversario del terremoto del 1976. Un programma che non si limita alla commemorazione, ma celebra una “eredità attiva”: quella capacità di ripartenza che ha trasformato una tragedia in un modello globale di resilienza. Il programma prevede oltre cento appuntamenti distribuiti in tutto il 2026. I momenti salienti includono: 6 maggio 2026: una seduta solenne del Consiglio regionale straordinario a Gemona del Friuli, cuore del sisma, per riflettere sul percorso compiuto.
Lanciata dall’Università di Udine (nata proprio come frutto della volontà popolare post-sisma), per tramandare alle nuove generazioni le competenze tecniche e sociali della ricostruzione.
La riapertura del Castello di Colloredo di Monte Albano, l’ultima grande opera che chiude idealmente il cantiere della ricostruzione durato cinquant’anni.
L’intitolazione della sala ottagonale della Protezione Civile regionale a Giuseppe Zamberletti, padre del sistema nazionale nato proprio tra queste montagne.
Per noi di Ti Lancio, questo anniversario non è un racconto esterno, ma la nostra stessa pelle. La sede legale della nostra società editoriale, Froogs Srl, si trova a Resia, all’interno di una casa costruita proprio nel periodo dell’emergenza.
Quella struttura, che oggi ospita la Casa Museo Colombo, è stata per oltre vent’anni un luogo di accoglienza e rinascita. Lavorare in una “casa dell’emergenza” significa onorare ogni giorno la memoria di chi ha saputo guardare oltre le macerie. Resia non è solo un indirizzo, ma il simbolo di una speranza che si è fatta cemento e dignità.
Mentre le nostre rubriche analizzano oggi le grandi crisi globali — dal Clima con il caldo estremo del 2050 alla Difesa con lo scenario ucraino — il “Modello Friuli” resta la nostra bussola. Quella scelta di ricostruire “com’era e dov’era” non è stata solo un’operazione edilizia, ma una difesa delle radici profonde di una terra. Abitare oggi a Resia in una casa della ricostruzione ci ricorda che l’innovazione tecnologica e la crescita economica (le nostre rubriche architettura e soldi) non hanno valore se non sono radicate in una comunità capace di proteggere i propri fragili. Il 2026 è l’anno in cui il Friuli dice al mondo che ripartire è possibile, sempre.
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