UNA CENA AL QUIRINALE

Sicuramente, partecipare ad una cena di gala a Palazzo Colonna, a Roma, una proboscide del Quirinale, in occasione delle celebrazioni per la nomina dei nuovi Cavalieri del Lavoro, è una esperienza unica. Incredibile. Tanto più, quando accade di conoscere persone straordinarie. E’ il caso del mio vicino di sedia, al tavolo, proprio innanzi a quello dove sedeva il ministro Adolfo Urso, e molti altri, i nuovi Cavalieri, con le loro famiglie, quindi, fra i più importanti imprenditori italiani, per numeri, rigore, risultati, prestigio, e per longevità della azienda condotta. Almeno 30 anni di vita. 

Non c’è Marina Berlusconi, che peccato, la avrei con piacere conosciuta di persona. 

La palma d’oro per umanità e simpatia, va al mio vicino. 

Gli riferisco che non conosco gli altri astanti il nostro tavolo: mi sottolinea i loro nomi e cognomi, scopro di essere vicino al numero uno di Unipol, all’ex presidente di Eni, e molti altri.

Mi dice poi che non vede l’ora arrivino i dolci, perché ne mangerà sicuramente una doppia porzione. Mi spiega poi che non vede l’ora finisca la cena, perché le cene lunghe a lui non piacciono. Massimo, una ora e dieci. Ha ragione. Nemmeno io sopporto le gambe sotto il tavolo più di una ora. Tranne forse, quando la conversazione è piacevole. 

Accanto lui siede la moglie, mi sottolinea che è la seconda moglie. Io gli dico che è fortunato, perché al secondo o terzo giro, il matrimonio funziona meglio. Mi conferma che è vero il mio pensiero.

Mi parla dei milanesi, che a Genova, fanno finta di sapere andare per mare, ed in realtà non sono capaci. Infatti, scopro che c’è un detto per identificare i milanesi che van per mare. 

Mi racconta che molti anni prima è stato arrestato, senza avere commesso nulla. Che sua moglie, dal dispiacere forse, è venuta a mancare, e che ha dovuto vendere l’appartamento delle figlia per pagarsi le spese legali. Fu paragonato ad Enzo Tortora. 

Sei anni dopo uscì completamente pulito da una vicenda giudiziaria che avrebbe mandato in tilt molte persone, tranne lui. Mi dice che tutto ciò è stato scritto dai giornali.

Conclude poi che, quel giorno ha fatto colazione, con il figlio a Roma e che il giorno dopo sarebbe tornato a Genova. 

Conosco la moglie, Maria Clara, che mi confessa che vorrebbe avere anche lei il coraggio di indossare le scarpe che avevo quello sera, simpaticissima. Mi aspettano a Genova. Vivono sul mare.

Chiedo a lui, a bassa voce, quanti anni ha.

Mi risponde che compie 89 anni, proprio quel giorno.

Non sto nella pelle e chiedo a tutti un brindisi per questo straordinario uomo! Lui è Giovanni Novi. Uno degli armatori italiani più importanti che il nostro Paese ha ed abbia mai avuto. 

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *